America

Nera è la lama a brandire il cranio
freddo e solo dell’America.
Nel deserto il boia è la preda
che uccide e fiera si mostra.

Non finirà!

La memoria si volge indietro
agli anni di fuoco e pietre,
è un orrore e ci segue, ci segue, ci segue.

Leccati le ferite.

Ogni elemento si fonde intorno,
si deposita
e appartiene a te, appartiene a te.
Come per sempre

Mi racconterai delle storie che hai vissuto,
di amarezze e di ostacoli,
degli anni che oramai si sono affievoliti
come il tuo corpo fragile.

Mi sorprenderai con l’arcobaleno,
come un sole intramontabile.
Le tue fantasie mi meraviglieranno
come fossero nettare.

Lasciami sola qua
a declinare l’ombra del mio io,
di quello che non ho.

Ti addormenterai con un fiore tra i capelli,
bella come l’estate.
Un suono emetterai come un canto di sirena
muto e inafferrabile.

È il tempo che ruota intorno
a questo continente ingiusto,
dove il nulla prende forma,
il dolore prende forma
e disintegra le idee.
Lacrime

Colpiscimi
di un colpo che sia mortale e poi fuggi di corsa lontano.
Ti perderai,
ti perderai nel segno del tempo scavato sul volto;
un solco profondo.
Ti perderai in quel solco profondo.

Fatti guardare
prima che sia solo un ricordo, ferito e nascosto.
Io ti aspetterò,
ti aspetterò ai bordi della tua parte migliore
che spinge con forza.
La tua parte migliore mi spinge con forza.

Canterai di me.

Mi scriverai,
mi scriverai parole col sangue che versi ogni giorno.
Adesso che sei,
adesso che sei vento e fingi di essere vivo,
sei così stanco
che urli alla notte di lacrime e sangue.


Interno notte

È come se le mani si sfiorassero,
mi colpisci come se fossimo soli.
Irrompi nella vita con qualcosa di più
a mostrarmi il cuore deluso e mellifluo.

Un atto inesorabile ti penetra,
è l’esistenza scontata e leggera.
Sono nelle tenebre e un miracolo
narra il riflesso bipolare di un sogno.

Riconduco a te l’immagine che ho di me
e la realtà mi lacera.

Nell’immaginario non ha limite
l’ombra dei passi fruscianti la sera
e il grido delle cose che ti amano
è come un vuoto o un falso rimedio.

È lo sdoppiamento virtuale che ha
il meccanismo di autodifesa.
In fuga

Ricomincio da qui,
con le ali infrante addosso a te
e salirò, io risalirò.

Le parole che
non riesco a dire sono amare:
“mi tradirà” …era un’idea!

Ci sono nuvole scure,
il vento soffia intorno, le avvolge e prega,
prega me che non siano mie.

Ora vedo che
non riesco più a redimere me
e sembra mio ciò che illude te.

Scivolo sopra il tuo corpo bagnato,
trattengo il respiro.
La mente avvelena l’istinto mai sazio,
ingordo di vita.

Quando il mio rifiuto
ricorda il nostro affanno tremo piano,
mi biasimo e mi arrendo leggero.

L’eretica chiusura
di un’eternità sospesa e in fuga,
in fuga da me, mi accompagnerà.
Niente è vuoto

La tua banale abnegazione
nega la personalità
e nel riflusso delle idee
degrada fino a marcire in Dio!

Hai perso la normalità
e spesso lasci che sia lei
a ferire il lato tuo
più leso nell’analogia.

Non lasciare che
scoprano chi sei.

Rinchiude con fatica i giorni tuoi
nel segno di ciò che hai perso già.
Confina il seme nel piacere
e lo disperde sempre li.

È un passo incerto,
ma niente è vuoto ormai.

E tu resterai
usato e svuotato
se non replicherai.